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Miglioramento del proprio Posizionamento Naturale sui Motori di Ricerca per sfruttare tutto il potenziale della propria presenza online

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Realizzazione di campagne Pay-per-click in grado di dare ampia ed immediata visibilità sul web al proprio sito con tracking diretto del proprio ROI

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Conversione

Massimizzazione dell'efficacia del proprio sito attraverso l'aumento del tasso di trasformazione di visitatori in nuovi clienti o in nuove vendite

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Social

Avere una presenza sui Social Network è ormai diventata una necessità, farlo in modo integrato una opportunità

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Pochi giorni fa ci siamo imbattuti in un’interessante presentazione di Mat Morrison, nella quale l’autore tenta di stimare quale sia il valore di un fan su Facebook per un brand; credendo fortemente nell’importanza di valorizzare le teorie social oriented, che rientrano nella nostra practise quotidiana (NeoSEO Social), cercheremo di fare luce sui meccanismi di interazione e generazione di valore all’interno del social network  #1 al mondo, ripercorrendone i punti salienti.

La determinazione del valore economico di ogni fan passerebbe attraverso un bilancio costi-ricavi relativi alle attività social scaturite tra brand e fan base.
Per stimare il costo annuale di ogni singolo fan – sostiene Morrison – è sufficiente rapportare il totale dei costi (costo annuale di fan recruiting + costo annuale del community management) al totale dei fan.

Consideriamo ora le motivazioni per cui un brand ha interesse ad alimentare la propria fan page: innanzitutto, la numerosità dei fan iscritti è indice di popolarità del brand stesso e auto-alimenta l’attrazione di ulteriori fan attraverso un posizionamento sempre migliore all’interno delle Result Page di Facebook Search; gli utenti iscritti alla fan page rappresentano inoltre un’importante risorsa di insight e costante monitoring su tutte le fasi esperienziali (attuali e potenziali) che il brand offre attraverso i propri prodotti/servizi e da questo coinvolgimento, più o meno diretto, scaturisce sicuramente una più intensa relazione in termini di loyalty e purchase intention, sia nel breve che nel lungo periodo.
L’engagement instauratosi incrementa non solo il famoso “passaparola”, ma anche quel sentimento di advocacy e di strenua difesa del brand come risultato di un’autodifesa e legittimazione delle proprie scelte di consumo more

Oggi vi presentiamo i principali risultati di un report pubblicato recentemente da Webmarketing123, agenzia californiana specializzata nelle metodologie di digital marketing.
Il Report 2011 ha raccolto con un’indagine online le opinioni di oltre 500 aziende statunitensi, focalizzandosi in particolare tra quelle di tipo B2B (66,5% del campione).

Dalle risposte è emerso che le strategie di digital marketing hanno come obiettivi principali l’aumento dei contatti potenziali (lead) e l’incremento delle vendite, rispettivamente perseguiti dal 46% e dal 22% del campione. Al contrario, il primo criterio di valutazione del successo delle proprie strategie resta ancora l’andamento del traffico sul sito, sia per le aziende B2B (74%) che per le aziende B2C (79%).

Le aziende B2B dedicano al SEO la quota maggiore dei loro budget di digital marketing (33%) – contro le aziende B2C che orientano i loro investimenti innanzitutto al PPC (42,5%) – e oltre la metà di esse (53%) dichiara di voler dedicare maggiori risorse al SEO per il 2012.
A conferma dell’efficacia di queste scelte di investimento, il SEO risulta lo strumento a maggior impatto nel raggiungimento degli obiettivi di generazione dei lead, soprattutto per le aziende del B2B, con il 57% di apprezzamenti, contro il 18% dei social media e il 25% dell’advertising online.

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Molto spesso ci è capitato di provare a spiegare ai nostri clienti il meccanismo che sta alla base del funzionamento di adwords.
Se la linea generale di funzionamento del più grande strumento e mercato del keyword advertising è chiara e semplice da spiegare (un asta in cui si pagano di più le keyword con domanda maggiore), quando si entra nel merito di quanto si pagano le singole keyword e con che modello .. le cose si complicano. Per questo ci piace riportare questa bella infografica di wordstream che ne schematizza in modo intuitivo i passaggi
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Il team di Google Analytics ha pubblicato pochi giorni fa questo divertentissimo video che descrive le peripezie di un consumatore alla cassa di un supermercato un po’ bizzarro dove funzionano le regole dell’ e-commerce.
Sketch geniale e spassoso che, oltre a far sorridere, fa riflettere sui problemi di usabilità dei siti di e-commerce e sulle difficoltà di convertire i visitatori in acquirenti al fatidico momento del check-out.
Da non perdere!

La rinascita del SEO

15/10/2011 14:23 - Posted by admin in Fondamentali SEO

Qualche settimana fa abbiamo scritto, prendendo spunto da un post di SEOmoz,  dell’evoluzione del Search Engine Optimisation, e della necessità di dotarsi di professionalità più ampie e diversificate (Web Analytics, Conversion Rate Optimisation, etc.) per creare valore in questo settore.
Molto interessante in proposito questa nuova e ricca presentazione di Rand Fishkin sulla morte e rinascita del SEO more